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Pesto alla rucola.

Oggi ho fatto il pesto di rucola. Leggero, veloce e fantastico. Lo mangiavo a cucchiaiate come fosse stata Nutella.
In tutto ciò, la mia linea c'è ed è sempre più tonda. Non è tutto come il mondo dei supereroi americani dove sono sempre tutti fighi e... maledetti.
I superoeroi americani Marvel o Dc o Disney (!) tipo Spiderman, Superman, Batman, sono i classici personaggi che trovi sulla riviera romagnola o in qualunque posto che sia di uguale raffinatezza. Alti, pompati, dall'addominale così scolpito che volendo ci puoi lavare i panni, dalla muscolatura che secondo me nemmeno esisistono tutti quei muscoli là, che manco sulle tavole di anatomia ne ho visti così tanti. Sguardo cattivo e mascella definita. E poi tutine. Tutine, tante tutine colorate e aderentissimissime. Praticamente delle icone gay. Per non parlare di Robin. Una induzione ai limiti del pedopornografico, tipo il calippo che mostrava ragazzine che ciucciano allegramente questo coso lungo e marrone (quello alla Coca Cola). Insomma, una donna che vede quelle tutine non può far altro che guardare e dire:"Meh."
Le supereroine invece sono tutte tettone. La loro funzione è proprio quella, quella di sembrare un po' delle battone dagli accessori eccentrici. I loro super poteri sono quelli di andare in palestra anche quando nevica perché sono in un'eterna prova-divisa e quella di spendere soldi in chirurgia, anche perché le scarpe sono le stesse da anni.
In pratica, è tutto un maschilismo che tocca la finzione, cioè, è per gente che potrebbe tendere all'omosessualità che però, per la società, deve essere attratto da donne di un certo tipo.
Ovviamente dico questo solo perché non ho le tette e perché il mio super potere è quello di mangiare fino a 500 gr. di patatine e avere comunque fame dopo qualche ora.
Ma ho una ricetta fantastica (no, non per avere un decoltee alla Pamela Anderson):
50 gr. di pinoli, 100 gr. di rucola, 1 bicchiere d'olio, 50 gr. di parmigiano, 50 gr. di pecorino, un pizzico di sale, 1 spicchio d'aglio.
Si può fare nel frullatore ma siccome mi si è recentemente distrutto ho usato il Bimby. E ho fatto così: ho messo tutti gli ingredienti nel boccale (l'olio andrà aggiunto poco alla volta mentre mescolerà più avanti) e ho premuto Turbo per 20 secondi. Poi, mettere la funzione spatola e attendete che il composto risulti cremoso. 15 minuti e sarà prontissimo.


La pasta è Verrigni.

Fusilli alla crudaiola!

Ciao mie belle personcine. Volevo informarvi di una cosa e cioè: questi sono post che ho programmato (dovrebbe essere pubblicato un post ogni cinque giorni) il giorno in cui ho avuto internet (ovvero qualche ora, in un bar che aveva il wifi. Sono la loro miglior cliente, consumo una quantità di bomboloni alla crema che nemmeno un inglese col fish & chips!) per cui non preoccupatevi se non vedrete apparire i vostri commenti! Metteteli pure e raccontatemi qualunque cosa, che io li pubblico sempre tuttituttitutti, solo che probabilmente li vedrete apparire in ritardo e quando ricapito in un luogo dove possa connettermi e scrivervi.
Detto questo parliamo di cose importanti: cibo.
Non sapete in queste settimane dove sono costretta ad andare. La mia coinquimadre che fa l'Accademia di Belle Arti, pretende che 3 volte a settimana facciamo colazione in una pasticceria vicino la succursale della sua facoltà dove ha lezione. Nessun problema se non fosse che per raggiungerla devo fare 50 minuti di bus e che lei deve entrare in aula alle 9. Ma cosa non si fa per un cornetto appena sformato e un cappuccino con la schiuma?
Proprio per la lontananza del posto e del fatto che spesso è impegnata anche il pomeriggio, deve portarsi dietro il pranzo. Siccome ha me, è una coinquimadre fortunata. Ed ecco cosa le ho preparato.
Una ricetta tipicamente pugliese, facile, per studenti fuori sede, per l'estate e la primavera: la pasta alla crudaiola. Come dice il nome, l'importante è che gli ingredienti siano crudi. Una specie di sushi mediterraneo.
Lavate e tagliate pomodorini e zucchine. Tagliate a rondelline anche le olive nere (o verdi, de gustibus) snocciolate. Potete metterci qualunque cosa. In questo caso ho messo anche dei funghi e fatto tostare dei pinoli. Poi, mettete in una ciotola gli ingredienti con il basilico spezzettato. Mettete olio, sale, pepe.
Una volta che avrete scolato i fusilli, metteteli nella ciotola e amalgamate bene il tutto. L'ultimo tocco essenziale è la ricotta salata da sbriciolare nella ciotola insieme al vostro fresco e squisito primo piatto!

Bucatini all'amatriciana

Se incontrassi un panda penserebbe che io sia una di loro, a giudicare dal mio pallidume, dagli occhi cerchiati di nero, il grasso e... sì ok anche il pelo, ok? Anche il pelo e allora?
Inoltre oggi sono uscita di casa prestissimo e ho dormito pochissimo. Faceva freddo, il frigorifero perdeva acqua e non avevo mangiato nemmeno un muffin quindi c'erano tutti i presupposti per odiare questa giornata.
Fin quando ho pensato a cosa mangiare a pranzo. Due soldi in tasca e tanta fame e allora eccola l'ideuzza.
La pasta all'amatriciana o matriciana. Vorrei scrivervi come è nata storicamente questa famosa ricetta, vorrei scrivere se si scrive in un modo o nell'altro, ma aprire un'altra pagina, andare su Google, scrivere la domanda, vedere che il tuo stesso dubbio l'hanno avuto molti altri ponendolo su Yahoo Answer ( e dite la verità, le domande più stupide e imbarazzanti le hanno già fatte. E soprattutto già risposte!) mi costa uno spreco di energia che non avete idea. Ve l'ho detto, sono stremata.
Stasera divano, tivù, thè ai mirtilli, biscotti danesi al burro. Sarebbe meglio se avessi internet, così passo da tutte le mie care belle personcine a lasciarvi un bacino, ma chi lo sa.
Allora, con circa 7 euro ho comprato: pancetta (però cercate il guanciale che è meglio!), un barattolo di pomodori pelati, pomodorini, bucatini, cipolla, pecorino e peperoncino.
So che la ricetta originale vuole lo strutto (oltre al gusto delicato anche per lubrificare la padella) e il pecorino che non sia romano (ma di Amatrice, che è meno deciso), ma diciamo che questa ricetta che ho fatto oggi a pranzo è per studenti universitari. O comunque per coloro i quali vogliono fare un sugo gustoso e deciso.
Occhei, adesso mettete l'acqua della pasta sul fuoco e intanto fate il vostro buon soffritto (io non faccio quasi mai un sugo senza soffritto) per poi aggiungervi la pancetta. Aspettate che cuocia (più o meno quando la loro parte di grasso diventa trasparente) e metteteci la vostra polpa. Cioè, non la vostra polpa. La polpa dei pomodori. Salate, pepate, peperoncinate. Buttate la pasta e fate poi saltare in padella i vostri bucatini, mettendo taaanto formaggio prima di amalgamare bene.
Buon appetito!

Carbonara!

Sono a dieta.
Dietissima strettissima come i miei jeans.
Non importa che i maglioni ci coprono. Non importa che i piumini nascondono. No. Non importa. Non più.
Sgranocchiare patatine, addentare stecche di cioccolata, adesso basta.
E quindi mi sono detta: bene, potrei cominciare la dieta con. . . con. . . beh, con una CARBONARA.
Lo sooooooooooooo, ci sono proteine che più proiteinose non si può. Epppperò, avevo uova, pancetta affumicata (lo sooooooooooooo ci vorrebbe del guanciale ma non ce l'avevo, ahimè), pecorino e pasta. Cosa mi mancava? Sicuramente non la fame.
Prima di procedere con la ricetta volevo dirvi una cosa, mie care belle personcine: in settimana andrò a spedire i disegni che alcuni di voi mi hanno chiesto. Qualora qualcuno volesse qualcosa da me (che non siano soldi), me lo può scrivere in posta all'indirizzo mail: mirtyquibibes@yahoo.it e verrà felicemente accontentato.
Dunque e adesso continuiamo: per prima cosa mettiamo l'acqua a bollire. Mettiamo 2 cucchiai d'olio in una padella, lasciamo riscaldare e mettere a rosolare 150 gr di pancetta. Spegnere quando è croccante. Poi prendiamo quattro tuorli e un uovo intero e mescoliamo. Uniamo 150 gr di pecorino. Qualora l'impasto ci sembra troppo denso aggiungiamo un po' d'acqua di cottura. Mettiamo la pancetta, continuiamo a mescolare il tutto pepando e salando poco. Buttiamo la pasta Verrigni (saliamo poco l'acqua della pasta, ricordiamoci che abbiamo tanto pecorino). Scoliamo e uniamola al composto. Mescoliamo bene bene, aggiungere una spruzzata di pecorino e mangiare velocemente (ma tanto lo so, su questo non ho dubbi)

Pesto alla genovese!

Se il fine settimana mangio e mando in malora tutti i sacrifici fatti durante la settimana, che senso ha stare a dieta dal lunedì al venerdì? Assolutamente nessuno.
Quindi, ancora una volta, rimando la mia dieta che a questo punto temo ci sarà nel duemilamai.
In tutto ciò, il canale nuovo nuovo del nuovo nuovo digitale terrestre, Real Time, non mi fa di certo venire la voglia di alzarmi dal divano. L'avete mai visto? E' quello con Alessandro Borghese che cucina cucina cucina e smangiucchia, smangiucchia. Quello col Wedding Planner che si accompagna con quella cosa secca e ossigenata che infamano con nochalance giovani donne dal look COMODO (chè loro dicono che la moda non è scomoda. No infatti. Infatti a casa stiamo tutte con jeans attillati e occhiali da sole.) che ommmiodddio ma come ti vesti, via via via, sono Renzo, sono isterico e per fortuna che c'è il mio papillon! Quello con la sorella di Mucciaccia che fa cose orrende con materiali che se li trovi al cassonetto un motivo ci sarà pure. Che per fare un porta giornali che diventa un pouf occorrono SOLO pochi materiali recuperabili OVUNQUE: forbici, stoffa norvegese, carta di giornale di un qualsiasi quotidiano del millenovecentottantatrè, spugna tipo quella dove nella pubblicità un istrice ci si struscia, un fiore colto in Oceania, un mattarello di legno d'acero, il bambino del Burundi che fa le scarpe della Nike, del compensato, della patinaca sativa, una cipolla, la mela morsicata di un Mac, una lampadina e il suo collega giardiniere che ti crea decorazioni floreali dall'interno del cuscino. Quello con Alessandro Borghese che con un ragazzetto che penso sia parente di quello degli Zero Assoluto che, non ho capito bene che cosa fa nella vita oltre essere parente di quello degli Zero Assoluto ma ho capito benissimo che quando ci si presenta a qualcuno per la prima volta NON si dice "Piacere", per piacere non fatelo che se lo dice è così, che i parenti di quello degli Zero Assoluto lo sanno tutti nananananaaa. I due si accompagnano poi a una interior designer che ha avuto un passato da accarezzatrice di materassi Eminflex vista la grazia con cui tocca muri e interruttori, con cui bussa per vedere se è vetro o plastica, perché a lei piacciono solo i cristalli che se non fanno tin-tin non piacciono. Quello con le donne che mentre si preparano la colazione, oddio che mal di pancia, ommiddio ma da quanti giorni è che non faccio la cacca, ahia, aiuto, ommiddio sto partorendo, chiama il mio splendido marito che sono al nono mese di gravidanza e non me ne sono mai accorta, nemmeno quando ho vomitato perché pensavo fosse vodka. Quello con le malattie imbarazzanti, che l'unica volta che l'ho visto io parlavano di testicoli e piselli e di quanto gli uomini non si facciano palpare dal primo andrologo che non è bello farsi vedere la prostata, che quello che vuoi ma sai com'è, gli uomini non sono come Renzo.
In tutto ciò, perché non cucinare con questo simpatico sottofondo?
E cosa?
Beh, un buon pesto alla genovese!

Per farlo occorrono:
2 dl. di olio extravergine di oliva;
50 gr. di foglie di basilico;
50 gr. di pinoli;
30 gr, di parmigiano grattugiato;
30 gr. di pecorino sardo;
1 spicchio d'aglio;
sale grosso.
In un mortaio mettete un pizzico di sale grosso, l'aglio pelato e le foglie di basilico pulite (e non tagliate il basilico con il coltello perché sennò si ossida! Lo dice Alessandro Borghese, quindi quando vi si appiccicheranno i pezzetti di basilico alle dita non prendetevela con me) e con il pestello schiacciateli facendo un movimento rotatorio, poi aggiungete i pinoli e continuate a pestare (non vostro marito, o meglio, quello dopo).
Unite poi i due formaggi e quando il composto sarà pronto incorporate l'olio a filo sempre mescolando.
Se volete potete ovviamente utilizzare il robot da cucina, ma non fate surriscaldare la salsa che sennò potrebbe perdere sapore e colore. Per evitare ciò potreste far raffreddare il contenitore prima di frullare.
Mangiare con la pasta Verrigni, ovviamente!
E con questa ricetta, buon inizio di settimana a tutti mie care belle personcine!

Pennoni rigati Verrigni con salsiccia.

A me la salsiccia piace (non siate maliziosi per favore!) e con questo freddino ritornare ai fornelli è un vero piacere, specialmente perché i maglioncini nascondono meglio la pancetta (no, non la pancetta che usate per i vostri piatti, l'altra, quella che gentaccia iper-attiva come Jill Cooper vuole a tutti i costi combattere affannandosi e gridando su Mediashopping) e perché abbiamo bisogno di pasti caldi che ci aiutino ad affrontare l'inverno (no, non vi sto considerando come procioni, ammesso che loro vadano in letargo).
Comunque, smetto di parlare a vanvera e cominciamo con gli ingredienti, vi va?
600gr di pennoni rigati Verrigni;
4 nodi di salsiccia;
1 dado per brodo;
1cipolla (che taglierete piangendo assieme a un po' di prezzemolo);
400gr di polpa di pomodoro;
peperoncino;
40gr di burro;
40gr di parmigiano grattugiato.
Avete come la vaga impressione che gli ingredienti siano un po' strong? Beh, avete ragione. 


Mettete un pezzetto di burro in una padella e aggiungete la cipolla tagliata finemente. Con il dado preparate una tazza di brodo perché vi servirà nel momento in cui cuocerete la salsiccia.
Aggiungete nella padella la salsiccia (senza budello), un po' di prezzemolo, peperoncino (quello intero sarebbe meglio, ma non mettetene molto) e il brodo.
Fate cuocere per circa dieci minuti continuando a mescolare, poi aggiungete la polpa di pomodoro e assaggiate. Manca un po' di sale? Aggiungetelo alla faccia della ritenzione idrica machecefrega macheceimporta! Fate protrarre la cottura per altri quindici minuti. Spegnete la fiamma e aggiungete altro prezzemolo tritato.
Ora cuocete i pennoni rigati di pasta di semola Verrigni e appena avranno raggiunto l'esatto punto di cottura (ottima questa pasta, non scuoce mai!) che deve essere al dente, scolarli (vostro figlio ha ancora lo scolapasta in testa?!) e rimetterli in pentola a fuoco moderato, mantecandoli (avete visto, ora uso un linguaggio professional: mantecare per dire legare insieme tutti gli ingredienti in modo omogeneo) con il burro e parmigiano.
Aggiungete ora il sugo con salsiccia e dopo aver mescolato ben bene versate su un piatto e servite subito. Mangiare subito (ma su questo non credo servano raccomandazioni!)

Buon appetito mie belle personcine!